Complesso imperiale Villa Imperiale, già cd. Villa di Adriano

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Il complesso monumentale sorge a circa un miglio dal celeberrimo santuario dedicato alla Fortuna Primigenia. Consiste in due sezioni distinte: una parte, propriamente archeologica, include la cosiddetta villa di Adriano, così denominata per il ritrovamento della statua di Antinoo, il giovane favorito dell’imperatore, oggi conservata nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani. I resti più imponenti del complesso, a tutt’oggi visibili, sono quelli inglobati nel civico cimitero di Palestrina realizzato alla metà dell’Ottocento e consistono nelle strutture presenti sulla attuale quota stradale, costituite da una serie di ambienti a impianto rettangolare, di dimensioni diverse seppure tra loro paralleli, realizzati in opera mista (ovvero opera reticolata con ammorsature e ricorsi in opera laterizia); le aule, pavimentate e rivestite in cocciopesto, sono coperte da volte a botte e reciprocamente collegate da alte aperture centinate con archivolti in laterizio. L’ordinata sequenza degli ambienti è rilegata da un lungo criptoportico che abbraccia la struttura nei lati ovest, sud, est, dove quest'ultimo braccio prosegue con una diramazione verso sud, estendendosi per un’altezza di due piani, di cui uno oggi parzialmente interrato.
Il secondo livello della villa è oggi parzialmente occupato dal cimitero di Palestrina e dalla chiesa di Santa Maria in Villa. Si tratta della porzione più alterata del complesso, le cui antiche strutture sono state riutilizzate e riadattate alle nuove e particolarissime esigenze funzionali, oltre che parzialmente incluse nelle porzioni murarie di nuova edificazione, secondo la plurisecolare consuetudine di area romana. Un’aula della villa è stata infatti trasformata in chiesa, nelle cui sezioni murarie perimetrali è chiaramente individuabile parte dell’antica opera reticolata. All’esterno, due magnifiche esedre, anch’esse contraddistinte da un curato paramento in opera mista, saldano una delle due pareti longitudinali della chiesa all’area riservata al limbo.
L’aula della chiesa si conclude in un’abside impreziosita da un raffinato apparato in stucco con motivi a grottesca, probabilmente riconducibile alla agli inizi del 1600, che racchiude l’affresco con l’immagine della vergine con il Bambino fra gli Angeli, databile fra il XV e XVI secolo. Al centro, sulla corda dell’abside, si trova un altare, presumibilmente di epoca medievale, scolpito in un antico frammento di trabeazione marmorea e ornato da un mosaico in stile cosmatesco.
La villa aveva una estensione notevole tanto che numerosi altri nuclei edilizi sono sparsi su tutta l’area del Camposanto e nei terreni limitrofi. Le strutture visibili sono databili tutte al II secolo d.C. ma su quest’area una prima residenza nasce già nel corso del I secolo a.C. Le fonti letterarie antiche ricordano il soggiorno degli imperatori a Palestrina, a partire da Augusto, a Tiberio che sappiamo dimorò in una villa sub ipso oppido finanche a Marco Aurelio, che qui perse addirittura un figlio.

Ultima modifica

19/10/2018

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